Renzo SamaritaniSchneider

il Blog di RenzoSamaritani

Diritto al Riposo

Diverse persone mi chiedono per quale motivo non scrivo più. Io, che scrivevo tanto.

Riferendomi al mio Blog che gestisco solo da poche settimane, per ora mi sono limitato ad attivarlo e metterlo in moto, farlo entrare nei motori di ricerca, ecc. Insomma, risolvere le questioni tecniche. Per cui mi è mancato il tempo materiale di dedicarmi anche alla scrittura.

E’ vero, in passato ho scritto molto, ma poi alcuni avvenimenti della mia vita mi hanno allontanato non solo da rapporti umani che sarebbero essenziali nell’esistenza di una persona, ma anche da alcune mie autentiche passioni come – appunto – la scrittura. Non per nulla sono figlio di una nota scrittrice. Ma questo detto solo a margine.

Ora finalmente mi trovo di nuovo davanti a una tastiera e già questa novità é per me fonte di emozione; ma mi accorgo che, prima di ricominciare a scrivere seriamente, ho bisogno di un momento di riflessione.

Sono un quasi quarantenne e, se devo ammettere che in vent’anni non sono molto cambiato, adesso sto ricuperando il tempo perduto. Finalmente guardo la vita da un’altra angolazione, più reale e realistica. Tutto é cambiato, le mie abitudini, i miei rapporto col prossimo, le mie priorità. E, insieme a me, anche il mondo che mi circonda é drasticamente mutato, forse soltanto tre o quattro anni fa non me ne sarei accorto. Vivevo quasi ad occhi chiusi in una sorta di cerchio dove camminavo in tondo.

Ora vedo questo mondo, questa società globale con maggiore lucidità e devo ammettere che mi fa anche un po’ paura. Ma é la realtà in cui viviamo e non possiamo lasciarci intimidire dai venti di guerra che soffiano in molte parti della terra, dal terrorismo che, appunto, terrorizza, dall’odio e dalla violenza che sembra voler governare sempre più l’universo umano. Ma fortunatamente, avendo la cosa più importante che possa esistere, l’amore di una persona, riesco a guardare con più forza e coraggio al futuro, a questa strana società che corre avanti con tutto il fiato che ha nei polmoni lasciando indietro i valori che contano.

Sono diventato un altro, sono diventato, forse un po’ in ritardo, un uomo. Un uomo che desidera trovare il proprio equilbrio e una vita serena fatta di onestà, sincerità e impegno al lavoro sebbene non sia facile. Un lavoro che si svolge in un locale bolognese che mi pone in una situazione di mediatore tra il diritto dei giovani di divertirsi e il diritto al riposo e alla tranquillità dei cittadini che abitano nei pressi. Come conciliare le due esigenze, tra l’altro legittime?

Comunque stanno le cose – non aveva detto il grande Voltaire che la nostra libertà finisce dove intacca quella degli altri?

Renzo Samaritani Schneider

Archiviato in:Diario, Renzo Samaritani, Scritti

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